| MARCO PERROTTI |
Lunedì 28/04/08 13:10
LETTERA AI VOLONTARI E DELEGATI REGIONALI
ALLEGO LA LETTERA APERTA A TUTTI I VOLONTARI IN SERVIZIO ,INVIATA DAL RAPPRESENTANTE NAZIONALE IN CONSULTA EMANUELE PIZZO, AL FINE DI AUMENTARE LA PARTECIPAZIONE ALLE ELEZIONI DEI RAPPRESENTANTI REGIONALI.
MARCO PERROTTI
Per i volontari in servizio civile, elezioni dei rappresentanti 2008
La partecipazione non è un obbligo, ma un diritto. E si manifesta in modi diversi.
Le candidature a delegato regionale sono diminuite rispetto ai 2 anni precedenti. E di questo io non mi preoccuperei. E' da due anni che esiste la figura del delegato regionale, come quella del rappresentante nazionale. La figura del rappresentante regionale è più giovane ancora.
Tutti e tre gli incarichi stanno "prendendo forma". Grazie all'attività dei rappresentanti e delegati attuali ci si sta facendo conoscere nei territori, intervenendo nei momenti di formazione, nei convegni, nelle occasioni pubbliche. E la progressiva definizione dei ruoli da un certo punto di vista rende la candidatura una presa d'impegno che non tutti si sentono di affrontare. Sono diversi i ragazzi che hanno detto di non volersi candidare perché non sapevano se avrebbero avuto il tempo di portare avanti adeguatamente il proprio compito. Inoltre, rispetto a due anni fa, sono aumentate le candidature "organizzate" specialmente negli enti grandi: 'individuazione tra i volontari di chi poteva essere più adatto a interpretare il ruolo di delegato e di rappresentante e la presa d'impegno degli altri volontari dell'ente di sostenere il proprio "collega".
Quel che dovrà davvero preoccupare sarà l'eventuale conferma delle bassissime percentuali di voto degli scorsi anni. Ma su questo io sono ottimista. Le numerose assemblee che i rappresentanti regionali stanno organizzando con il supporto dell'UNSC in tante regioni, sul modello di quella organizzata in Veneto lo scorso anno, porteranno ad un coinvolgimento di ragazzi maggiore che in passato.
Poter interloquire direttamente con chi si candida a fare da portavoce, poterlo interpellare e metterlo alla prova in un "faccia a faccia" è un'importante mezzo di presa di coscienza e di confronto che si aggiunge ai forum telematici della "campagna elettorale on line" approntata sul sito dell'UNSC. Solo se la percentuale di voto aumenterà considerevolmente, la partita della partecipazione potrà considerarsi vinta.
Ma il bello comincerà dopo.
Compiti, doveri e spazi di manovra dei delegati e rappresentanti sono elementi che, ora come ora, a due anni dalla loro istituzione, ancora vanno definendosi e chiarendosi. E importantissimo è stato chi fino ad ora ha interpretato questi ruoli: ciò significa che al di là di quello che le scarne circolari dicono, l'impegno richiesto per essere un buon punto di riferimento per i volontari del proprio territorio o all'interno della Consulta Nazionale è qualcosa che ciascuno si è costruito in base ai propri talenti. E molto variegati sono stati i modi di personalizzare il compito per cui si è stati eletti...
Io credo che chiunque verrà designato delegato o rappresentante dovrà impegnarsi principalmente su tre direttive:
Innanzitutto, vi dovrà essere la capacità di conoscere adeguatamente la rappresentanza e tutto il sistema del servizio civile. In tal senso, è essenziale studiare continuativamente tutta la normativa del SCN, per capire bene quali sono le esigenze del sistema, cosa è possibile richiedere/rivendicare, quali sono gli interlocutori con cui entrare in contatto...
Sarà poi necessario promuovere la rappresentanza dei volontari all'interno del servizio civile costruendo o rafforzando la rete di relazioni che permette di essere presenti nei momenti in cui si parla di servizio civile: ciò significa intervenire durante i momenti di formazione generale, farsi invitare ai convegni, ma anche organizzare incontri, assemblee, momenti di confronto tra volontari e altri attori del sistema.
Infine, ci si dovrà impegnare davvero nella ricerca di un senso condiviso di cosa significhi fare servizio civile per i volontari. Credo infatti che la sfida principale riguardi infatti la mancanza di un denominatore comune che riesca a far sentire parte di una stessa esperienza volontari che svolgono il servizio in zone diverse, in enti diversi, in ambiti di servizio differenti, etc. All'oggi lo status che tutti accomuna è quell'insieme di diritti/doveri che vanno garantiti e rispettati e che si esprimono - anche attraverso la rappresentanza - nelle rivendicazioni più "sindacali". Bisogna andare più in là: passare ad un piano politico più incisivo. Come si pongono i volontari in servizio civile rispetto alla costruzione di nuove basi militari, al fatto che molti enti sono clienti delle cosiddette "banche armate"? La nonviolenza è una parola senza senso e passata ormai di moda? O ancora: il servizio civile è solo una forma larvata di lavoro sotto pagato? O una sorta di volontariato rimborsato? Spero che i volontari "elettori" si pongano domande simili e soprattutto le pongano a chi si candida a fare da "cassa di risonanza" per le loro esigenze, critiche, proposte.
Fino ad ora ci siamo impegnati tanto, in pochi - da pionieri quali eravamo. Vi auguro di impegnarvi tanto, in tanti. Lavoro da fare... ce n'è.
Emanuele Pizzo
Rappresentante Nazionale uscente
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